Il mondo del vino è un labirinto infinito, più si cerca di approfondire l’argomento più ci si perde nelle sue molteplici sfaccettature: da un uva rossa si ottengono cinque vini rossi differenti. E’ il caso del Nebbiolo, bacca dei tanto celebri Barolo e Barbaresco ma anche dei meno famosi Roero e Valtellina per non dimenticare la sua forma “base”, il Nebbiolo d’Alba. Appena finita l’introduzione ecco comparire dalla Lombardia lo Sfurzat, prodotto di punta della zona montuosa della regione, anche lui a base di Nebbiolo; un altro vino, siamo a 6 vini differenti ricavati dalla stessa uva.

Se hanno nomi diversi deve cambiare qualcosa altrimenti non sarebbe così pregiato il Barolo rispetto al Nebbiolo delle Langhe. All’assaggio le differenze si notano tutte, lo Sfurzat è unico ed il Barbaresco non può essere confuso con un Barolo al momento del contatto con il palato.

Starò esagerando?

Magari al primo assaggio e senza informazioni aggiuntive si possono trovare difficoltà ma subito dopo noterete che il Barbaresco è più gentile, disponibile ad essere bevuto. Il Barbaresco è una persona elegante, distinta e tuttavia da confidenza all’interlocutore.  Eccoci al Barolo, chiudendo gli occhi mi immagino una persona con i capelli bianchi, alta e dal fisico robusto, d’impeccabile presenza. Gli anni lo hanno solo reso migliore, più saggio, molto più profondo; tuttavia se ne sta un po’ sulle sue, serve un attimo di riflessione con la lingua sul palato per capire ciò che ha detto.

Due vini con un’indole così diversa ma accomunati dallo stesso frutto vengono prodotti nella stessa magnifica provincia di Cuneo, a 25 km di distanza.  Cosa darà questa differenza tanto apprezzata nella giusta occasione?

Facciamo un passo indietro e torniamo in Lombardia allo Sforzato Valtellinese, 100% uve Nebbiolo. Un vino dai forti e persistenti profumi di bacche rosse mature, parte dai 14% di alcool e tuttavia si presenta morbido e vellutato al palato pur mantenendo una struttura forte. Qui la differenza con gli altri due capostipiti della famiglia di vini rossi da Nebbiolo è facilmente individuabile: le migliori uve dopo la raccolta vengono fatte invecchiare per dei mesi prima di essere trasformate in vino, il processo porta all’appassimento dell’uva che perde acqua e concentra gli zuccheri, da qui il maggior grado di alcool e lo sviluppo dei caratteristici aromi.

Ora che abbiamo trovato una differenza nel processo di produzione, andiamo a vedere Barbaresco e Barolo dove questa differenza non c’è. A cambiare è il nome del comune e con esso cambia anche la terra che gli abitanti di Barolo(CN) e Barbaresco(CN) calpestano e coltivano. Ecco svelato tutto l’arcano.

Sebbene solo 25 km dividano i due comuni, la composizione del terreno divisa in sabbia, argilla e calcare, è totalmente differente: Il Barolo può usufruire del 30% di sabbia, 55% di argilla e 15% di calcare mentre il Barbaresco si trova ad avere più sabbia che argilla. Così anche per le altre tipologie di vino rosso da Nebbiolo: Roero, Langhe, Alba. Nomi di zone geografiche che portano caratteristiche differenti allo stesso vino.