«È anche grazie allo Stato che posso pensare di tirare avanti»

Da genovese titolare di un ufficio assicurativo a londinese esperto in materia di gelato, Mirko in soli tre anni dall’apertura della sua gelateria, Prime Gelato, è riuscito a raggiungere il podio della classifica “miglior pasticceria e gelateria di Londra” della piattaforma online più visitata da chi cerca recensioni sincere nel mondo food, TripAdvisor. La sua carriera è nata da una grande passione per la pasticceria che lo ha spinto a frequentare i corsi della nota scuola di cucina CAST alimenti fino al giorno in cui, ispirato da due chiacchiere con un amico gelataio ha deciso di partecipare alle lezioni di un campione mondiale di gelateria. Oggi Prime Gelato offre dei prodotti che “ricordano l’aria di casa”, secondo i commenti dei suoi clienti, una casa che sa di Italia.

Ma come ha affrontato, da italiano residente nel Regno Unito, una pandemia che ha messo in ginocchio molti colleghi che, come lui, hanno dovuto abbassare le serrande per un determinato periodo? Prima però cerchiamo di conoscere meglio il pensiero ambizioso di questo ragazzo.

 

Mirko, da quanto tempo ti trovi a Londra? Perché hai scelto proprio questa città per iniziare da capo la tua vita?

“Vivo a Londra dal 2016, un anno dopo ho aperto la mia attività. Sentivo il bisogno di allontanarmi da Genova, una città che dopo un po’ diventa come una camicia stretta che dà fastidio, è molto conservativa, non mi trovavo più bene. Londra invece ti consente di giocare e di incontrare persone provenienti da più parti del mondo, cosa che mi ha permesso di sperimentare e di miscelare i gusti classici italiani con quelli più particolari, come il gelato al pistacchio con fiori di rosa o quello allo Yuzu, un agrume giapponese, o ancora quello con il Durian. Sono sapori che a Genova non avrei potuto proporre. Inoltre, trovo che i latticini britannici siano più buoni di quelli che in media si trovano nei supermercati italiani e io faccio molta attenzione nell’inserire ingredienti di qualità nei miei gelati, certo questa è una scelta poco redditizia per me, ci sto ancora rimettendo soldi, ma il mio è un investimento a lungo termine.”

(N.D.R. Il Durian è un frutto che colpisce subito per il suo odore molto sgradevole, a tal punto da essere vietato in alcuni luoghi dove cresce spontaneo, ma nonostante questa prima “controindicazione” ha un gusto molto dolce).

Come ti fa sentire il fatto che la tua gelateria sia vista dai tuoi clienti come una sorta di ambasciata italiana?

“È la più grande soddisfazione che una persona che vuole far conoscere un gelato di alta qualità a una città come Londra possa ricevere. Personalmente ho ricevuto, e spero di ricevere ancora, commenti positivi su quello faccio, ma una frase come «complimenti, mi fa ricordare casa» penso sia il Top! Non sto andando a classificare i tipi di commenti, vanno tutti bene, così come le critiche costruttive, ma sicuramente il «buono come in Italia» detto da uno straniero che ha visitato il nostro Paese e che magari ha mangiato il gelato nelle zone turistiche, come Piazza San Marco o davanti al Colosseo, ha meno valore sentimentale rispetto alla stessa frase detta da un connazionale.”

 

Hai fatto uno studio sul campo e sui gusti dei londinesi prima di lanciarti in questa esperienza?

“Allora io sono stato a Londra 6 volte e di queste solo le ultime due sono state vissute con la consapevolezza di un trasferimento, mentre per i gusti ho imparato strada facendo, ho iniziato proponendo i classici italiani come pistacchio, nocciola e stracciatella. Sul fior di latte c’è un aneddoto interessante, ho provato a farlo, ma non andava perché qui la parola “latte” è associata alla bevanda con il caffè da passeggio, poi l’ho chiamato Creamy Milk e ha funzionato. Magari si aspettavano quella bevanda in forma di gelato.”

 

Mentre ci avviciniamo a quello che è il tema principale della nostra intervista, l’emergenza Coronavirus, puoi chiarirmi prima di tutto cosa sei tu dal punto di vista burocratico per il governo londinese? Prime Gelato è stato avvantaggiato o svantaggiato dalla tua provenienza?

“Partiamo dicendo che Londra può fare scuola dal punto di vista di integrazione, è avanti anni luce. Ora sono visto come un italiano residente a Londra, ma appena scattano i 5 anni di residenza stabile potrò prendere la cittadinanza e avere il passaporto britannico e sinceramente penso che li prenderò perché l’avvicinamento a questa città, che mi ha accolto e mi sta dando da vivere, è stato desiderato. Per la mia attività questo cambio non porterà a niente, nel senso non avrò privilegi diversi in quanto cittadino, ho ricevuto degli aiuti economici per aprire Prime Gelato anche da residente, indistintamente dalla provenienza. Il bello è che qui a Londra sei una Persona, puoi essere di qualsiasi origine, di qualsiasi colore, di qualsiasi etnia, di qualsiasi sessualità, nessuno ti giudica, l’importante è che tu non sia incivile perché qui c’è poca tolleranza per loro, ma è normale. Ovviamente parlo di questa città perché vivo qui, non posso fare un quadro completo di quella che è l’Inghilterra. Qui mi sento anche più sicuro di passeggiare alla sera, cosa che a Genova non accadeva neanche stando nelle zone centrali.”

In Italia la situazione di Covid-19 ha messo in crisi molte attività, specialmente quelle del settore alimentare perché le persone hanno paura di stare sedute ai tavoli o ai bar in compagnia. Sapresti darmi qualche informazione su come voi negozianti del mondo food avete reagito alle misure del vostro governo che sono state adottate?

“Il Governo britannico ha stanziato tanti soldi per questa emergenza sanitaria, io sono rientrato nella lista delle attività a cui è stato fornito, senza dover fare richieste, un aiuto economico automatico di 25.000 £ (venticinque mila sterline) che non dovrò restituire, sono l’equivalente dei 600 € (seicento euro) che stanno dando in Italia a chi ha la partita IVA. Inoltre, sono state eleminate le tasse sul negozio per un anno, non
rimandate, ma proprio cancellate e nel mio caso si tratta di un importo di circa 12.000 £ (dodici mila sterline). Infine, è appena stato approvato dallo Stato un prestito garantito a tasso basso e molto agevolato che io però non ho chiesto, che può arrivare fino al 20% del fatturato annuo di un’attività e da restituire nel giro di 6 anni. Questo è quello che riguarda gli esercizi piccoli come il mio, ovvio.”

 

Saresti riuscito a tornare in pista se avessi aperto il negozio in Italia?

“Sono stato chiuso un mese a partire dal 24 Marzo e dopo sono ripartito con il take-away e la delivery. Se avessi aperto Prime Gelato nel nostro Paese e ora mi trovassi nella stessa situazione dei negozianti connazionali probabilmente non sarei riuscito a riaprire, specialmente per il fatto che lì la mia attività è considerata principalmente stagionale mentre qui a Londra in inverno c’è un grade mercato di rifornimento di gelato alla ristorazione. Fin dai primi momenti del lockdown il governo ha dato molto sostegno economico e personalmente mi sono sentito come se avessi qualcuno al mio fianco che mi potesse aiutare. Quindi mi sento libero di dire che è anche grazie allo Stato che posso pensare di tirare avanti, posso provarci quantomeno.”

Mirko, siamo quasi al termine, ti va di dare un consiglio a tutti i futuri giovani italiani che come te vogliono tentare la fortuna aprendo un ristorante, una pasticceria, un bar o una gelateria a Londra?

“Bisogna tenere conto che il livello della ristorazione media qua è molto più alto rispetto a quello in Italia, è molto difficile dal punto di vista del business, ma non della qualità e questo fattore ripaga nel tempo, è anche difficile trovare il proprio spazio nel centro città e la propria clientela in quanto il mercato è molto dinamico e pieno di pendolari, c’è il concetto di inseguire la carriera, svilupparsi e sperimentare sempre qualcosa di nuovo, non c’è l’obiettivo di avere un contratto fisso e questo porta a un giro di clienti sempre nuovo, quindi mi sento di dire ai ragazzi di non ascoltare chi dice «cosa vai a fare a Londra che non sei neanche del mestiere» se ne sei convinto vai avanti.”

Per salutarci in allegria e smorzare gli argomenti precedenti, potresti risolvere un dubbio che accompagna la maggior parte di noi fin dall’infanzia, cos’è il gelato al puffo?

“È semplicemente un gelato industriale a base di latte e cioccolato bianco colorato di blu, è un modo per attirare la clientela più piccina, è la stessa cosa di dare ai bambini il cucchiaino rosa piuttosto che quello verde.”

 

Ringrazio Mirko Mazzone per essersi reso disponibile a rispondere alle mie domande e per avermi dato il permesso di pubblicare l’articolo con le immagini provenienti dalla sua pagina Facebook: https://www.facebook.com/PrimeGelatoLondon/

 

 

 

Inoltre, se le interviste vi appassionano, vi invito a leggere anche quella a Giano e Franci, creatori del canale YouTube “Cosa mangiamo oggi?”

http://www.orizzontecibo.com/intervista-a-giano-e-franci-creatori-del-canale-youtube-cosa-mangiamo-oggi/