Tante volte le diete -per perdere o prendere peso- che vengono proposte soprattutto dal web, ma anche da dietologi poco aggiornati, si basano unicamente sul conteggio delle calorie. Una caloria è la quantità di energia necessaria per alzare di un °C la temperatura di un grammo d’acqua, l’unità di misura indica quindi quanta energia il nostro corpo produce bruciando i nutrienti del cibo.

È solo alla fine dell’800 che viene introdotto al grande pubblico il concetto di macronutrienti, ovvero le componenti fondamentali del cibo: proteine, carboidrati e lipidi. Carboidrati e proteine apportano circa 4 chilocalorie al grammo, i lipidi 9.

Viene quindi spontaneo pensare che eliminare i grassi dalla dieta, evitando quindi di introdurre il macronutriente che fornisce più del doppio dell’energia degli altri due, sia la via migliore per perdere peso. In realtà il solo conteggio delle calorie non è un buon metodo per affrontare una dieta, bisogna considerare tanti altri fattori: costituzione ossea, percentuale di massa grassa, predisposizione genetica, metabolismo e, ovviamente, la fonte delle calorie, i macronutrienti.

Il conteggio delle calorie si basa sulla quantità di calore sviluppata da un alimento bruciato in forno, il corpo invece impiega tempi diversi per liberare energia da fonti diverse. Gli zuccheri semplici rilasciano energia molto più velocemente rispetto ai complessi, le proteine apportano le stesse calorie dei carboidrati ma hanno bisogno di più energia per essere digerite.

Inoltre bisogna sempre ricordare che i nutrienti di cui parliamo sono composti da molecole che servono al corpo, eliminare tutti i grassi perché più calorici porta alla mancanza di elementi che ci servono per far funzionare correttamente il nostro corpo. Allo stesso modo eliminare i carboidrati e basare la propria alimentazione sulle proteine porta a mancanza di energia perché chi la fornisce sono proprio i carboidrati.

Negli ultimi anni si è quindi sviluppato un fenomeno di allontanamento da tutte le fonti di grassi, di zuccheri, di calorie e ne sono testimoni i numerosissimi prodotti che basano tutto il proprio marketing su queste caratteristiche. Vengono quindi spacciati prodotti “a ridotto contenuto di …” come “sani” anche se non portano benefici al nostro corpo. Questo perché si cercano le caratteristiche di un prodotto standard -con valori nutrizionali normali- anche in quello dietetico: se quello che viene tolto per diminuire l’apporto calorico è componente fondamentale nel prodotto (come i grassi nello yogurt), questo deve essere sostituito da altro (nel caso dello yogurt, da saccarosio) che se assunto in quantità troppo elevate è dannoso.

Capire il proprio corpo ed i suoi bisogni -magari con l’aiuto di un dietologo- è quindi la strategia migliore per intraprendere uno stile di vita sano. Mangiare dev’essere un atto cosciente ma che non ci limiti, conoscere il cibo ci permette di mantenerci in forma consumando ciò che ci piace, senza vincolarci ad un metodo -il conteggio delle calorie- poco efficacie, stressante e che potrebbe addirittura risultare pericoloso.