Il mercato dei vini rosati è in costante aumento. Un prodotto che è stato per anni associato al consumo di precise nicchie di estimatori -donne, giovani- sta conquistando un pubblico sempre più ampio grazie alle sue particolari caratteristiche: è un vino fresco, fruttato e versatile. È infatti un ottimo vino da pasto ma la sua freschezza lo rende anche perfetto per essere gustato in altri momenti, come un aperitivo.
Unisce le caratteristiche più gradevoli dei vini rossi e di quelli bianchi. La presenza di antociani, responsabili del colore e di tannini, dai quali dipende l’astringenza sono peculiarità dei primi; la freschezza data dall’acidità e le tecniche di vinificazione sono invece riconducibili ai secondi.

COME SI OTTIENE UN VINO ROSATO?
Come molti potrebbero pensare si può ottenere miscelando mosto o vino bianco e rosso ma solo se è consentito dal disciplinare. Secondo il Regolamento europeo n. 606 del 2009 è infatti possibile ricorrere al taglio di vini o mosti bianchi e rossi solo per prodotti con indicazione geografica i quali disciplinari prevedano questo tipo di lavorazione.
Al di fuori di queste eccezioni le principali tecniche di vinificazione sono due:
• mediante pressatura diretta: è una vinificazione in bianco di uve nere tramite, appunto, pressatura diretta. Questo significa che le uve nere sono pressate e le bucce sono lasciate a contatto con il succo per breve tempo. Durante questo periodo le vinacce -parte solida composta da bucce e semi, detti vinaccioli- rilasciano nel mosto antociani e tannini ma in misura minore rispetto ad un vino rosso. Una maggiore pressione durante la pressatura provoca un maggiore rilascio di composti nel mosto.
• mediante macerazione pellicolare o salasso: sono brevi macerazione di bucce e vinaccioli nel mosto, le fasi sono a contatto. Visti i tempi più lunghi rispetto alla pressatura diretta, il vino che ne risulta è maggiormente ricco di composti fenolici. La macerazione pellicolare può durare dalle 2 alle 20 ore ed il mosto ottenuto è poi vinificato come un classico vino bianco, permette di ottenere un prodotto particolarmente morbido e fruttato. Il salasso prevede invece una macerazione dalle 10 alle 36 ore, finito questo periodo si estrae una parte del liquido che si utilizza per fare il rosato. Il restante mosto viene invece ulteriormente concentrato insieme alle vinacce ricavandone vino rosso.

LO STATO DI MATURAZIONE DELLE UVE
È un fattore estremamente impattante sul risultato finale del vino. Uve non molto mature danno vini freschi ed eleganti, con grado alcolico contenuto (intorno ai 12°). Questo perché andando avanti con la maturazione gli acidi si degradano e aumentano gli zuccheri che andranno poi a nutrire i lieviti che produrranno alcool. Da uve in stato di avanzata maturazione si ottengono infatti vini più strutturati, corposi e morbidi.

Avete mai provato un vino rosato? Cosa ne pensate?