Le piante producono una varietà molto ampia di sostanze, questa varietà è legata al clima, all’ambiente, agli aspetti artificiali e genetici e al territorio in cui le piante crescono e si sviluppano.

Prendiamo come caso studio il PEPERONCINO, che usiamo per introdurre l’argomento legato agli aspetti genetici: se nello stesso anno e nello stesso posto coltiviamo la stessa varietà di peperoncino, possiamo comunque ottenere una gamma cromatica diversa o un livello di piccantezza diverso. Ma perché, se la specie e il luogo di coltura è lo stesso? Questo porta a entrare nel discorso della biodiversità: termine che a seconda di chi lo usa e dell’occasione del discorso assume significati diversi, ad esempio per l’ecologo e per l’agronomo non significano la stessa cosa, sottintende infatti argomenti differenti tra di loro.

Per biodiversità si intende varietà di forme di vita sulla terra e la loro interazione con l’ambiente e con l’uomo. Quando, invece, parliamo di biodiversità naturale intendiamo le varietà diverse di una stessa pianta che si sono ottenute per effetto di una selezione naturale e per effetto delle regole dell’evoluzione darwiniana.

Partiamo nell’analizzare cosa succede in natura:

La relazione tra animali, uomini e cibi è fatta di cambiamenti e di adattamenti reciproci. Questo significa che quando un animale cerca del cibo in un ambiente, cerca sempre una relazione che è reciproca, ovvero l’animale trae dei benefici nel mangiare un determinato frutto, ma allo stesso tempo anche il frutto o la pianta necessita di essere mangiata, come per esempio il caso del guaranà mangiato dal tucano, qui il frutto ha come beneficio il fatto che il seme verrà poi defecato dall’animale in un altro luogo e quindi nascerà una nuova pianta!

 

Questi adattamenti reciproci tendono ad essere diversi quando si parla di relazioni tra animali e piante e quando si parla di relazioni tra uomo e piante. Quando la relazione è dettata dall’uomo iniziano a subentrare altri elementi, quelli che vanno verso “Il piacere umano”, in quanto noi NON scegliamo le piante che coltiviamo e le loro caratteristiche in base a fattori naturali, ma le scegliamo in base a ciò che ci piace o ci dà più energia o ci permette di soddisfare la nostra curiosità.

Tornando al peperoncino, il piccante è una caratteristica che si è sviluppata per un’esigenza di sopravvivenza della pianta, il motivo per cui noi selezioniamo peperoncini piccanti invece è completamente diverso, lo facciamo perché ci piace.

La CAPSEICINA è la molecola responsabile del piccante, non è presente però in maniera uniforme all’interno del frutto, è presente infatti solo nella sua parte centrale (la placenta) dove sono attaccati i semi. Sapere l’anatomia del frutto è importante per capire qual è la parte più o meno ricca della caratteristica che ci serve.

Il peperoncino ha sviluppato un rapporto di coevoluzione con gli uccelli, avendo così dei vantaggi reciproci, infatti gli uccelli non sono sensibili al piccante, quindi loro possono mangiare tutta la capseicina che vogliono senza avere nessun tipo di problema.

Questo vuol dire che mangiando i frutti diffondono i semi. Ma perché proprio gli uccelli? Hanno un particolare apparato masticatore in grado di non rovinare e rompere i semi, quindi questi verranno espulsi con tutte le loro proprietà. Altri animali sono sensibili a questa molecola, ed è un bene, perché solo gli uccelli non rompono il seme. Se tutti fossero immuni al piccante, il peperoncino non guadagnerebbe niente, verrebbe solo consumato più rapidamente rischiando di non avere il tempo necessario di riprodursi.

All’uomo la caratteristica piccante ha iniziato a piacere:

Così ha fatto una selezione incrociando le piante e alterando la quantità di capseicina per avere prodotti più o meno piccanti adatti a tutti, quindi l’uomo è partito da una biodiversità naturale e ha iniziato a creare una biodiversità artificiale.

Dall’invenzione della agricoltura in poi, l’uomo è diventato un attore protagonista nella produzione della biodiversità agricola, nel senso che ha iniziato a fare col peperoncino quello che fa con molte altre piante, ovvero scegliere certe caratteristiche facendo degli incroci e selezionando artificialmente le piante creando prodotti che in natura non ci sarebbero stati o sarebbero scomparsi velocemente.