Oggi siamo molto tutelati dal punto di vista della sicurezza alimentare ma se sono state varate restrittive leggi per salvaguardare i consumatori è perché le precedenti non garantivano il risultato voluto. Nei primi anni del 2000 si sono susseguiti diversi scandali alimentari che hanno portato alla revisione dell’intera legislazione in materia di sicurezza alimentare, quali sono stati questi scandali?

 

BSE, LA MUCCA PAZZA

L’encefalopatia spongiforme bovina (Bovine Spongiform Encephalopathy) è una malattia neurologia irreversibile causata da una proteina patogena, il prione, che colpiva i bovini e trasmissibile all’uomo. I primi casi risalgono agli anni ’80 ma il grande boom epidemiologico si ebbe tra il 2000 ed il 2001. I bovini erano alimentati, tra le altre cose, con farine prodotte da carcasse di altri animali, a loro volta infetti. Queste farine smisero di essere trattate a temperature adeguate permettendo al prione di rimanere attivo diffondendo la malattia. Nell’uomo, consumando carne infetta, la malattia contratta era una variante di un morbo chiamato morbo di Creutzfeldt-Jakob (vCJD), una specie di encefalopatia però non legata al consumo di carne.

È con lo scandalo BSE che l’Italia ha istituito l’anagrafe bovina che identifica uno per uno gli animali con un codice univoco e ha regolamentato nello specifico l’etichettatura delle carni, permettendo al consumatore di conoscere a fondo quello che andrà ad acquistare.

 

INFLUENZA AVIARIA

L’epidemia del 2003 ebbe origine in Asia per poi diffondersi anche in Europa. In Italia, dopo l’allarme lanciato dall’OMS, il mercato di pollo, galline e tacchino è crollato. La malattia porta sintomi simili a quelli di una forte influenza ma può addirittura portare alla morte. Il virus che la causa è molto soggetto a mutazione genetiche, rendendo estremamente difficile trovarvi un vaccino. Inoltre uno specifico ceppo, l’H5N1, durante la sua riproduzione all’interno delle cellule umane può “prendere” parte del DNA di altri virus come quello dell’influenza umana rendendosi trasmissibile anche da uomo a uomo, oltre che da animale a uomo.

Anche in questo caso si è rivista e rinnovata la legislazione per quanto riguarda l’etichettatura che costituisce uno strumento per ripercorrere tutta la storia dell’animale garantendo maggior sicurezza.

 

CARNE ALLA DIOSSINA

Le diossine sono un insieme molto vario di molecole e tra queste ci sono composti cancerogeni. Questi sono estremamente tossici e sono tra i più potenti veleni conosciuti. Sono sostanze liposolubili ovvero si dissolvono e accumulano nei grassi ed è proprio questa tendenza ad accumularsi nei tessuti viventi che le rende rischiose anche con una limitata esposizione.

Nel 2008 gli animali interessati furono i suini provenienti da alcuni allevamenti irlandesi, alcuni capi contenevano dosi di diossine fino a 100 volte superiori ai limiti massimi consentiti. Nel 2011 ci furono altri casi in Germania che coinvolsero polli e tacchini, nonché le uova. Da accertamenti si evinse che le diossine presenti provenissero dai mangimi.