PITAYA O REGINA DELLA NOTTE? NOME ESOTICO E ASSAI MISTICO, SEMBRA L’ELISIR DEL POTERE. SARA’ COSI’? CONOSCIAMOLO PIU’ DA VICINO…

La Pitaya è un frutto delle piante del genere Hylocereus della famiglia dei cactus e delle piante grasse, nonché cugina dei fichi d’india. È originaria della zone aride dell’America centrale come Messico, Guatemala e Costa Rica. Subito dopo la sua scoperta da parte degli europei venne importato anche in Asia e nel Mediterraneo, dove viene coltivata solo a scopo ornamentale per via del suo fiore chiamato “Regina della Notte” poiché fiorisce solitamente la notte.

 

  • Curiosità sui nomi:

Esistono vari modi di chiamare questo frutto:

1)Pitaya: è un nominativo utilizzato comunemente per definire i frutti dei cactus, ma in questo caso è da tenere presente che esistono tre tipi di Pitaya: l’undatus, la costaricensis e la megalanthus. La differenza sostanziale sta nel colore del frutto: con la buccia rosa a polpa bianca (Undatus, tipologia più diffusa), con la buccia rosa a polpa rosa (Costaricensis) e con la buccia gialla a polpa bianca (Megalanthus).

2)Frutto del drago: forse è il nome che più intriga e richiama l’attenzione, ma è proprio intorno a esso che esiste una leggenda cinese risalente al periodo in cui draghi e imperatori si sfidavano in battaglie e, quando la creatura sputafuoco veniva sconfitta, lasciava cadere dalla sua bocca questo frutto in dono all’avversario per la vittoria. Comunemente, invece, viene associato agli “spunzoni” che ricoprono la pelle del drago perché, anche la Pitaya, presenta una conformazione esterna simile.

3)Regina della notte: nome assegnato, più che al frutto, al fiore che esso produce.

  • Proprietà:

Il frutto del drago è ricco di vitamina C (che supporta il sistema immunitario e attiva la produzione di collagene) e vitamina E (contenuta principalmente nei semi di Pitaya), è inoltre ricco di fibre, di antiossidanti e di minerali, in particolare ferro, fosforo, calcio e potassio.

È ideale per sconfiggere lo stress e anche per gli sportivi, in quanto le proteine contenute sostengono le attività muscolari; aiuta a regolarizzare l’intestino pigro grazie alle fibre; previene l’invecchiamento della pelle e contrasta la ritenzione idrica, quindi “bye-bye” cellulite.

Ovviamente tutto ciò è possibile SE si fa un utilizzo costante del frutto, la cellulite non scompare magicamente dopo un morso!

  • Valori nutrizionali:

Acqua 87 gr

Carboidrati 11 gr

Fibra 3 gr

Proteine 1,1 gr

Grassi 0,4 gr

Fosforo 22,5 mg

Vitamina C (acido ascorbico) 20,3 mg

Calcio 8,5 mg

Ferro 1,9 mg

Vitamina B3 (noacina) 0,6 mg

Vitamina B2 (riboflavina) 0,05 mg

Vitamina B1 (tiamina) 0,04 mg

 

  • Sapore:

La polpa succosa, simile a quella del fico d’India, ha un sapore che può essere paragonato a quello del kiwi (leggermente asprino) o del cetriolo, ma con una leggera nota di dolcezza in più. È difficile trovare un gusto gemello o sosia data la sua delicatezza, ma sicuramente offre la sensazione di freschezza e di…verde! Basta tagliarlo a metà e gustarlo con un cucchiaino, o trasformarlo in frullato.Sapore:

Non è facile trovare il frutto del drago in Italia, tuttavia in alcuni mercati ortofrutticoli o nei supermercati particolarmente ricchi di scelta, è possibile acquistarli singolarmente a prezzi che spaziano dai 3 ai 5 euro.