Blance, bionda, scura, rossa, Ipa, Pils e Stout, dal gusto amaro, dolce, burroso o acido sono solo alcune delle tantissime varietà di birra conosciute.

Ognuno di noi ha la sua preferita, quella che sente più affine ai suoi gusti.

Lo scopo della birra è uno: dissetarsi in compagnia di amici.
Spesso però non ci soffermiamo a scoprire le differenze dei malti utilizzati, dei sapori e delle caratteristiche, non consideriamo la birra come una bevanda degna di essere degustata e capita, come capita col vino, semplicemente beviamo, ma, prima di essere grandi bevitori impariamo ad essere intenditori, non dobbiamo sottovalutare questo prodotto.

Vi posso garantire che consumare un qualsiasi alimento conoscendone le caratteristiche e capendole, vi porta a provare un sapore meraviglioso.

Detto ciò, come si degusta una birra? Esistono delle regole da seguire nel servizio e nel consumo?

Come versare la birra:
-Una volta scelto il bicchiere, assicurarsi che sia perfettamente pulito, sciacquando con acqua fredda per rimuovere eventuali residui di detersivo e polvere; sporcizia e grasso impediscono la formazione di un buon anello/collo di schiuma.
-Versare la birra delicatamente e allontanare gradualmente la bottiglia dal bicchiere leggermente obliquo mentre si riempie per creare un bel collo spumeggiante. Il collo dovrebbe essere in media di due o tre centimetri, ed è essenziale per 2 motivi:
1. L’aroma di una birra può essere apprezzato solo con un collo dove le bollicine sprigionano gli aromi e gli altri sapori che compongono il suo bouquet, ricordiamo che le molecole volatili ordorose sono molto importanti nella creazione del gusto.
2. Il collo protegge la birra dall’aria e impedisce che il sapore si deteriori a causa dell‘ossidazione.
-Una volta formato il collo di schiuma, inclinare il vetro in posizione verticale per sollevare il liquido sotto la schiuma e controllare lo spessore del collo.

Come osservare la birra:
-Una volta versata la birra, è possibile osservarne il colore e confrontarlo con quelli di altre. Il colore di una birra è dovuto principalmente al tipo di malto utilizzato durante la produzione. Esso cambia con il grado di temperatura del forno, quindi un malto leggermente essiccato dà un colore chiaro alla birra, al contrario, se il processo di essiccatura è stato prolungato e a temperature alte, il colore sarà scuro.

Sentire l’odore della birra:
Il bouquet è apprezzato grazie al collo di schiuma. È ora possibile identificare i sapori e gli aromi specifici della birra. Per far risaltare meglio gli odori, basta fare un movimento circolare con il bicchiere per liberarli dal collo. I profumi che si possono trovare nella birra sono:
Fruttato: torta di mele o pere tiepida; agrumi o addirittura banane. Più discreto, a volte si possono notare gli aromi di lampone, fragola, melone e ribes nero.
Floreale: di rugiada di giardino o di primavera; possiamo spesso distinguere l’odore dolce delle rose o dei fiori d’acacia.
Cereali: l’aroma del tipico malto di cereali emerge spesso dalla birra. È caratterizzato da un odore di semi tostati, più o meno forte a seconda del grado di essiccazione.
Luppolo: prato appena falciato; le resine amare e gli oli essenziali contenuti nel luppolo sono particolarmente profumati. Questo profumo, presente in quasi tutte le birre, da una forte senzazione di amaro che evoca l’acidità di un fogliame duro, quindi un amaro aromatico.

Degustazione della birra in 3 semplici passi:
1. Prendere un primo sorso e far circolare bene la birra in bocca in modo che entri in contatto con tutte le regioni olfattive.
2. Respira allo stesso tempo in modo che gli aromi raggiungano la zona retro-nasale direttamente collegata al cervello, infatti il senso dell’olfatto permette di immagazzinare ricordi del tutto personali che possono essere rispolverati nel momento in cui ci troviamo davanti a odori simili.
3. Concentrati sul retrogusto, pronunciato o sfumato, persistente o effimero, è un componente essenziale della degustazione.

Sembra tutto complicato, ma non lo è, sono gesti che bene o male compiamo normalmente, ma sui quali non ci soffermiamo.