L’alimento “del buonumore” nasconde alcuni segreti che voglio svelarti!

  1. Secondo la normativa italiana…

Fin dagli anni Trenta, in Italia, la qualità del cioccolato è stata riconosciuta meritevole di tutela legislativa: la Legge n. 916 del 9 aprile 1931 ne regolamentava la produzione e la commercializzazione, distinguendo chiaramente il “cioccolato” dai prodotti di imitazione, definiti con il termine “surrogato di cioccolato”.

Cioccolato: deve contenere almeno il 35% di sostanza secca totale di cacao e il 18% di burro di cacao.

Cioccolato extra: deve contenere almeno il 43% di sostanza secca totale di cacao e il 28% di burro di cacao.

Cioccolato al latte: deve contenere almeno il 25% di sostanza secca totale di cacao, il 14% di sostanza secca totale di origine lattica e il 25% di materie grasse totali.

Cioccolato alle nocciole gianduia: deve essere composto da una parte di sostanza secca totale di cacao (almeno il 32%) e una parte di nocciole finemente macinate (da 20 a 40 grammi di nocciole per 100 grammi di prodotto).

  1. Cioccolato bianco…

Non dovrebbe essere definito “cioccolato”, in quanto non contiene la sostanza secca di cacao! E abbiamo visto che, per regolamento, tutti i cioccolati sopra elencati contengono la pasta di cacao (fave-semi di cacao tostati e tritati).

  1. Sindrome pre-mestruale…

Durante i giorni immediatamente precedenti al ciclo, il corpo femminile subisce una variazione dei suoi equilibri e si attua una specie di reazione auto allergica all’eccessiva produzione di ormoni da parte dell’ipofisi: il fegato è sottoposto ad un’enorme massa di lavoro e si genera un senso di affaticamento generale.

Oltre ai comuni dolori fisici che tutte noi conosciamo, e che anche gli uomini per loro disgrazia ne conoscono gli effetti, la donna subisce una vera rivoluzione anche psichica con diffusi sbalzi di umore.  Dovuti a cosa? Calo di serotonina!

All’interno del cioccolato FONDENTE sono infatti presenti sia serotonina, sia la molecola utilizzata dall’organismo per sintetizzarla, il triptofano. Come se non bastasse, gli zuccheri contenuti nel cioccolato stimolano la produzione dell’ormone del buonumore. Si ma, non è una ricetta medica, non tutte possono avvalersi di questo risultato meraviglioso perchè ogni organismo reagisce diversamente.

Le quantità di serotonina più elevate si trovano nel cioccolato all’85% di cacao, dove la concentrazione di questa molecola è pari a 2,9 microgrammi per grammo.

  1. Cioccolato di Modica IGP…

Cosa rende questa varietà degna della denominazione geografica protetta?

La particolarità deriva dal suo processo produttivo, il quale non prevede raffinazione e concaggio.

La raffinazione assente fa sì che i granelli di pasta di cacao siano percettibili sulla lingua, per poterli “sentire” devono avere una dimensione di 50 µ (ovvero 0.05000000mm).

Il concaggio è la fase che conferisce al prodotto la tipica consistenza plastica del cioccolato rimovendo l’umidità fino ad ottenere un valore inferiore allo 0,5%, senza questa fase il cioccolato risulta più friabile!

  1. Cioccolato Sugar-free…

Nelle tavolette di cioccolato “senza zucchero” viene usata una sostanza molto simile al nostro comune saccarosio, ovvero, il MALTITOLO, sostituto dello zucchero che: non ha un sapore sgradevole come gli altri sostituti e ha un apporto calorico inferiore. Se vedete stampato “sugar free” su una confezione NON significa che il prodotto sia PRIVO di calorie eh…