Oggi l’Emila Romagna è un’unica regione ma, come sottolinea il suo doppio nome, è formata da due territori che ancora oggi sono piuttosto distinti. Le differenze che si possono riscontrare a livello culturale sono rispecchiate nei cibi tipici delle due zone. Un esempio tra tutti è la differenza tra tortellini e cappelletti, spesso confusi ma che racchiudono in loro la storia del proprio territorio.

Per entrambi si parla di sfoglia all’uovo ripiena, piegata a triangolo e chiusa facendo combaciare due degli angoli ed entrambi vengono solitamente consumati in brodo, ma le differenze in realtà sono molte ed importanti.

I cappelletti essendo originari della Romagna, territorio povero e sottoposto al severo dominio della Chiesa per diversi secoli, hanno un ripieno, che in gergo viene chiamato compenso, composto da ingredienti umili e meno pregiati di quelli utilizzati per i tortellini. Questo nelle ricette tradizionali è a base di ricotta, a cui possono essere aggiunti altri formaggi teneri, parmigiano-reggiano grattugiato, noce moscata, uova crude e in alcune zone scorza di limone grattugiata. Nelle zone limitrofe alle Marche il ripieno può anche essere costituito da carne stufata, odori, uova, formaggio grattugiato e noce moscata. Altra differenza è lo spessore della sfoglia che per i cappelletti è maggiore rispetto ai tortellini. È comunque difficile trovare una ricetta standard per i cappelletti che possono differire per compenso, dimensione e tipo della sfoglia da famiglia a famiglia.

I tortellini sono invece il prodotto di una delle zone più ricche dell’Emilia, quella del bolognese e prevedono infatti un ripieno più ricco e hanno una ricetta codificata che è stata depositata presso la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna dalla Confraternita del Tortellino e l’Accademia italiana della cucina. Gli ingredienti che servono per la farcia sono il lombo di maiale, la mortadella di Bologna, il prosciutto crudo, il parmigiano Reggiano, le uova e la noce moscata. La sfoglia deve essere sottile e solitamente sono di dimensioni minori. Come a sottolineare la natura più nobile del tortellino, intorno alla sua creazione è nata una leggenda: dopo una giornata di battaglia tra romagnoli e modenesi, Bacco, Marte e Venere trovano riparo nella Locanda Corona. Il mattino seguente, Bacco e Marte lasciarono la locanda mentre Venere ancora dormiva. Al suo risveglio Venere chiamò qualcuno e accorse un oste che, vedendola nuda, rimase impressionato dalla bellezza del suo ombelico, tanto da correre in cucina per riproporne la forma con della pasta.

Cappelletti     Tortellini 

È quindi importate capire perché quella che oggi conosciamo come un’unica regione veda al suo interno differenze gastronomico-culturali così profonde. Le tradizioni culinarie sono motivo di grande orgoglio per emiliani e romagnoli e per questo è importante distinguere le due cucine, ma ancora più importante ed interessante è capire le motivazioni storiche alla base di differenze che possono sembrare di poca importanza ma hanno avuto un ruolo cruciale nella definizione e identificazione di intere popolazioni.

Come afferma Piero Meldini è fondamentale considerare sempre che esiste una cucina emiliana e una romagnola,poi esistono tante cucine diverse all’interno, quante sono le località, ma quella tra Emilia e Romagna è una differenza ben precisa. La prima è stata da sempre più ricca ed esuberante, quella romagnola è tradizionalmente più povera, ma negli ultimi anni c’è stato uno scatto con campi d’eccellenza soprattutto nei settori di vino e olio. Entrambe si portano dietro un grande passato”.